Una breccia nei Centri di registrazione federali che parla al cuore e alla mente delle persone
Mendrisiotto Regione Aperta (MRA), associazione di volontarie e volontari, vuole dare un senso alle parole accoglienza e comunità.
In disaccordo con la narrazione che vuole la paura delle persone richiedenti asilo dominare il territorio, MRA ha proposto alternative concrete a favore di una migliore qualità di vita degli e delle ospiti nei Centri di registrazione di Chiasso e Pasture (Balerna).
Di norma, nei Centri federali gli e le ospiti restano circa tre mesi, per poi ripartire verso altre località svizzere in base ai criteri di ripartizione cantonali, Il loro tortuoso viaggio della speranza non si conclude quindi a Chiasso.
Sono diverse le proposte di MRA, che da statuto desidera migliorare la coesione sociale, per favorire il senso di appartenenza alla comunità e l’interazione tra tutte le persone.
Partite di calcio dei minori non accompagnati, palestre aperte ad adulti, bambine/i e famiglie, passeggiate per conoscere il territorio dal profilo naturale, storico e culturale, lezioni d’italiano, proiezioni cinematografiche, corsi di pasticceria e cucina, trasmissioni radiofoniche a Radio Gwen, socializzazione in spazi d’accoglienza madre-bambino/a, conferenze e dibattiti.
Le idee di MRA non si fermano, nuove proposte stanno prendendo forma.
Ad esempio, l’apertura a febbraio 2026 del “Dagatrà” (dal dialetto “dagli retta”), uno spazio d’incontro e condivisione nell’arteria principale di Chiasso, Corso San Gottardo al numero civico 90.
È la realizzazione di un sogno di un percorso associativo.
Formalmente costituitasi solo nel settembre 2023, il movimento è nato in modo spontaneo alla festa alternativa del Primo agosto, proprio in piazza a Chiasso. Di fatto si è voluto reagire alla propaganda xenofoba e razzista di criminalizzazione, proponendo una inchiesta sociologica per cambiare il tipo di narrazione, intervistando le persone che vivono a Chiasso sul loro vissuto e su cosa pensano della convivenza con le persone richiedenti asilo.
Dall’inchiesta sono scaturiti due punti chiave: nessun disagio diffuso per la presenza dei Centri sul territorio e, secondo punto, la situazione può essere migliorata attraverso misure di tipo integrativo, mettendo in relazione le persone migranti con i e le residenti.
Le svariate proposte dell’associazione attestano l’apertura della società civile di una regione il cui confine ne ha modellato, nel bene e nel male, la storia umana.
La breccia nel muro
La chiave di volta per il movimento è stato utilizzare il regolamento della SEM (Segreteria di Stato della migrazione) che prevede la partecipazione della società civile nei gruppi di accompagnamento nei Centri federali d’asilo.
Da quel momento, seduti al tavolo istituzionale, si è aperta una breccia, che ha permesso, ad esempio, l’accoglienza della proposta di prolungare l’orario di rientro alle nove di sera, consentendo quindi agli e alle ospiti dei Centri di vivere meglio il territorio.
Superata l’iniziale diffidenza, la collaborazione con la SEM è ora giudicata più positiva, una tendenza questa che può portare a soluzioni pratiche per migliorare la qualità di vita delle persone richiedenti asilo.
(adattato da articoli di Area e LaRegione)
Lo Statuto dell’associazione
La finalità dell’associazione è di migliorare la coesione sociale, per favorire il senso di appartenenza alla comunità e l’interazione tra tutte le persone.
L’associazione è apartitica, aconfessionale e senza scopo di lucro….

